Prova gratuitamente myPARM ProjectManagement!

Uccidi la tua azienda

Perché a volte è utile boicottare il proprio progetto

Uccidi la tua azienda - Cambio di prospettiva creativo

La gestione dei progetti si basa sulla pianificazione, sul controllo e sull’orientamento agli obiettivi. Ma è proprio qui che si nasconde il pericolo: se sei troppo concentrato sul raggiungimento dell’obiettivo, trascuri rapidamente ciò che può davvero far fallire un progetto. Pianifichi, ottimizzi e controlli, ma sopprimi i rischi e non metti in discussione le tue ipotesi finché non accade qualcosa di inaspettato. Un cambio di prospettiva consapevole può essere d’aiuto in questi momenti, ad esempio attraverso il metodo “Kill Your Company”. Il nome sembra provocatorio, ma l’approccio aiuta a riconoscere i punti deboli dei progetti prima che possano avere un impatto sulla realtà.

Cosa c’è dietro la morte della tua azienda

“Uccidi la tua azienda” è una tecnica creativa che funziona con un cambio di prospettiva mirato. La questione non è come realizzare un progetto con successo, ma come farlo fallire. La parola “kill” nel nome significa boicottare un’azienda o un progetto finché non fallisce. Il metodo consiste quindi nel raccogliere in modo giocoso le idee distruttive che potrebbero mettere a repentaglio il successo di un progetto. Si può spaziare da errori banali (“Comunichiamo troppo tardi con gli stakeholder”) a scenari assurdi (“L’intero team del progetto si cancella nello stesso momento”).
Ciò che sembra cupo ha un chiaro vantaggio: Questo modo di pensare implacabilmente negativo porta alla luce debolezze che altrimenti rimarrebbero spesso nascoste. Le idee distruttive possono quindi essere trasformate in misure di protezione concrete.

Perché il pensiero distruttivo è produttivo nella gestione dei progetti

Kill Your Company costringe i team a fare un esame di coscienza. Ne vale la pena:

  • Cambiamento radicale di prospettiva: invece dell’ottimismo sul successo e dei desideri, l’attenzione si concentra su un’analisi realistica. Questo aiuta a scoprire i punti ciechi della gestione del progetto. In questo modo, le idee del progetto possono essere integrate, le strategie completate, i processi rivisti e i punti deboli o i rischi analizzati.
  • Creatività invece di routine: quando tutto è permesso, anche l’idea più assurda, nascono pensieri non convenzionali che aprono nuove soluzioni. Inoltre, sono proprio le idee assurde a creare divertimento e motivazione nel team.
  • Responsabilità e forza del team: una volta che hai pensato attivamente a come boicottare il tuo stesso progetto, automaticamente penserai di più in termini di prevenzione e stabilità. Questo promuove la responsabilità personale e la consapevolezza dei rischi.
  • Facile da capire: il metodo è intuitivo, può essere utilizzato immediatamente e fornisce risultati molto rapidi.

Ecco come funziona un workshop di Kill Your Company

Il workshop Kill Your Company è semplice ma strutturato in modo efficace:

  1. Fase distruttiva: dopo aver spiegato l’argomento e il metodo, i partecipanti raccolgono idee in piccoli gruppi di massimo cinque persone su come far fallire il progetto, il programma o addirittura l’organizzazione. Tutte le idee sono ammesse e non vengono ancora valutate. I membri del team possono quindi sfruttare appieno la loro creatività.
  2. Analisi: le idee vengono poi ordinate, di solito in una matrice bidimensionale. Scegli le denominazioni degli assi che corrispondono all’argomento che stai analizzando. Ad esempio, l’impatto e la probabilità di accadimento. In questo modo si ottiene un quadro chiaro di quali rischi sono particolarmente critici in quanto hanno il maggiore potenziale distruttivo.
  3. Svolta positiva: Ora ogni idea distruttiva viene tradotta in una misura costruttiva. I partecipanti valutano come prevenire il problema, come ridurne gli effetti, come eliminarne le basi o almeno come ridurne la probabilità. Il gruppo inizia con le idee che hanno la priorità più alta, cioè quelle che hanno l’impatto e la probabilità maggiori. I risultati di questa sessione di brainstorming vengono annotati direttamente insieme alle idee.
  4. Integrazione: le misure sviluppate vengono poi incorporate nella gestione dei rischi, nel piano di progetto o nelle lezioni apprese.

Esempio dalla pratica

Un team di progetto sta pianificando l’introduzione di un nuovo software di gestione dei progetti. La domanda del workshop è: Come possiamo far fallire questo progetto?
Le risposte possibili sono, ad esempio:

  • Stiamo coinvolgendo gli utenti troppo tardi.
  • Non alleniamo la squadra a sufficienza.
  • Sottovalutiamo lo sforzo di integrazione.
  • Non abbiamo stabilito responsabilità chiare per l’implementazione.

Nella successiva fase di inversione, vengono sviluppate misure concrete: Feedback iniziale degli utenti, piani di formazione strutturati, analisi di fattibilità tecnica e una chiara assegnazione dei ruoli.

Il risultato: un piano di progetto stabile che non solo funziona sulla carta, ma è anche realizzabile nella pratica.

Limiti del metodo

Per quanto l’approccio sia efficace, Kill Your Company presenta anche delle insidie:

  • Spirale negativa: se non si passa alla fase costruttiva, l’umore può cambiare e i membri del team possono essere demotivati.
  • Requisiti per la moderazione: il workshop ha bisogno di un leader forte che guidi il team in tutte le fasi.
  • Richiede tempo: un’analisi onesta dei rischi richiede tempo e l’impegno del team. All’inizio può sembrare scoraggiante. Per questo motivo, fai capire a te stesso e al tuo team che questo tempo è ben speso e che un lungo workshop fa risparmiare più tempo di un effettivo fallimento del progetto.

Conclusione

Kill Your Company sembra una provocazione, ma in definitiva è uno strumento per una maggiore maturità dei progetti. Perché chi ha il coraggio di esaminare i propri processi, le proprie strutture e i propri presupposti ottiene preziose indicazioni sui punti deboli e sui rischi dei propri progetti e può così evitare che questi falliscano.

In combinazione con un software di gestione dei progetti come myPARM ProjectManagement, l’approccio “Kill Your Company” diventa particolarmente efficace: gli scenari distruttivi e i punti deboli identificati nel workshop possono essere trasferiti direttamente nello strumento, ad esempio registrando i rischi nel sistema, assegnando le responsabilità e programmando le misure. myPARM supporta approcci classici, agili e ibridi e offre dashboard con una panoramica attiva in tempo reale di costi, risorse e stato del progetto. Questo trasforma l’ipotetica idea di distruzione in una prevenzione concreta e misurabile. Grazie alla sua personalizzazione e alle sue interfacce, il software facilita anche la documentazione e la comunicazione dei rischi all’interno del team: un fattore chiave per garantire che l’idea del workshop non finisca nel cestino della carta straccia, ma si concretizzi durante l’implementazione del progetto.

Scopri di più sul software di gestione di progetti e portfolio myPARM:

Vuoi conoscere myPARM in una demo? Allora fissa subito un appuntamento con noi!

Your registration could not be saved. Please try again.
Your subscription was successful. Please check your mailbox and confirm your registration.
Newsletter
Subscribe to our monthly newsletter and stay informed about Parm AG products, news, trends in project management as well as offers and events.